Visualizzazione post con etichetta speciale: 7 consigli da non dimenticare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta speciale: 7 consigli da non dimenticare. Mostra tutti i post

domenica 7 giugno 2009

I 7 CONSIGLI DA NON DIMENTICARE

Pubblico una sezione del blog appositamente pensata per tutti i giocatori alle prime armi, quelli che devono ancora scoprire tutti i trucchi e le malizie dei giocatori più esperti. Tenete bene a mente questi consigli, valutate ciò che già fate e ciò che ancora non fate e correte ai ripari, perchè seguendo questi sette consigli avrete un miglioramento immediato del vostro gioco. Ovviamente è solo l'inizio di una strada che è lunga e difficile da intraprendere, ma il cui traguardo è quello di essere un giocatore di squash completo, ben preparato atleticamente e tecnicamente.

Questa prima pagina del blog presenta solo un sommario rapido di ognuno dei 7 consigli, che verranno sviluppati in seguito in maniera più articolata.

I 7 consigli da non dimenticare

1) Guardare sempre la pallina E' la prima cosa che dico ai miei allievi: guardate la pallina, non perdetela mai di vista. Quando occupate una posizione in campo dietro al vostro avversario è facile vedere ciò che sta facendo, ma quando siete voi davanti dovete voltarvi e seguire la traiettoria di ogni vosto colpo. Solo in questa maniera si potranno "capire" i colpi dell'avversario

2) Tenere la testa della racchetta in alto E' una pecca del giocatore inesperto avere la testa della racchetta rivolta verso il basso. Ciò comporta che ogni volta, appena prima di eseguire lo swing per colpire la pallina, il giocatore debba "recuperare" la posizione iniziale del proprio movimento alzando la testa della racchetta. Ovviamente non ci sono problemi quando la pallina che vi colpisce il vostro avversario è lenta, ma quando la pallina è veloce o prende qualche angolo imprevisto non si ha il tempo per "recuperare" e si sbaglia il colpo. Va da se che tenendo già la testa della racchetta in alto, anche quando siete in posizione di attesa, si evitino numerosi errori.

3) Giocare la pallina negli angoli Il primo vero suggerimento tattico è quello di tenere il vostro avversario lontano dal centro del campo, lontano dalla "T". Quale modo migliore per farlo eseguendo dei colpi che facciano rimbalzare la pallina negli angoli del campo (sia quelli posteriori che quelli anteriori). In questo modo il vostro avversario sarà costretto a muoversi e a lasciare incostudita la "T".

4) Controllare la "T" La principale conseguenza ai vostri colpi nell'angolo è che voi potrete stare al centro, sulla "T". Il vostro colpo nell'angolo vi garantisce tutto il tempo necessario per andare a posizionarvi in centro a controllare lo scambio.

5) Riscaldarsi bene prima di entrare in campo Deve essere una buona abitudine quella di eseguire un minimo riscaldamento ogni volta che entrate in campo. Ciò vi garantirà minori rischi di infortuni muscolari e una migliore predisposizione alla partita.

6) Fare regolarmente tecnica individuale Praticare da soli in campo con degli esercizi di tecnica individuale è un buon sistema per migliorare la propria tecnica. La tecnica individuale fa progredire rapidamente i giocatori principianti, perchè permette di automatizzare il movimento e di imparare i "tempi" di impatto della pallina in ogni zona del campo.

7) Fare regolarmente allenamento fisico Lo squash è uno sport molto atletico. Non ci si allena fisicamente solo facendo la partita, ma occorre abbinare alla partita anche degli allenamenti fisici (corsa, bici, step, spinning) che migliorino la propria resistenza aerobica, o allenamenti fisici specifici (ghosting e court sprint) che migliorino la resistenza alla velocità. Non dimenticate lo stretching e gli addominali, l'unico rimedio sicuro al mal di schiena.

martedì 13 novembre 2007

LA TECNICA DELLO SQUASH PARTE 3 (8 esercizi per tutti)

Dopo mesi di inattività dovuti principalmente a pigrizia, torno a riempire una sezione del blog che volevo fosse uno dei suoi punti di forza: 8 esercizi di tecnica individuale per tutti.

Ecco i link ai primi due capitoli che avevo già pubblicato in giugno:
Il terzo esercizio della serie è il diritto e rovescio nell’angolo davanti, un esercizio adatto a migliorare la propria destrezza tecnica, concentrandosi sulla velocità di esecuzione del colpo.


esercizio di tecnica individuale dello squash
La zona dove si sviluppa l’esercizio

Posizionamento in campo ed esecuzione dell’esercizio:
Ci si posiziona nella zona frontale del campo, nella bisettrice di uno degli angoli anteriori. Con il diritto (se si è destri e si esegue l’esercizio nell’angolo sinistro) si colpisce il muro frontale vicino all'angolo. La palla ritorna verso il centro e con il rovescio si colpisce nuovamente vicino all’angolo, ma questa volta sul muro laterale. Quando si effettua l’esercizio facendo rimbalzare la pallina, questa deve picchiare sul muro frontale poco al di sopra del tin, in modo che il rimbalzo della pallina sul pavimento sia sempre davanti al corpo. Quando invece si effettua l’esercizio al volo, la pallina deve picchiare sul muro frontale vicino alla riga del servizio o poco più in alto ad essa. La velocità di palla dell’esercizio al volo deve essere notevolmente superiore rispetto a quella al rimbalzo.


Video dell’esercizio


Video dell’esercizio

Tecnica di esecuzione del movimento:
Il movimento deve essere veloce e continuo: rapida apertura (backswing), movimento (swing) veloce e chiusura breve quando si effettua l’esercizio a rimbalzo.

Obiettivi dell’esercizio:
L’obiettivo principale è quello di migliorare la padronanza nell'uso della racchetta nel trasferimento dal diritto al rovescio. Con questo esercizio si deve necessariamente colpire la pallina nel centro della racchetta, e quindi l’obiettivo secondario è quello di colpire la pallina in maniera pulita, senza steccare.

Non sottovalutate la tecnica individuale, l’unico vero allenamento che vi fa migliorare.

venerdì 22 giugno 2007

LA TECNICA DELLO SQUASH PARTE 2 (8 esercizi per tutti)

Diritto e rovescio lungolinea dal box di servizio

Il secondo esercizio di tecnica individuale della serie “8 esercizi per tutti” è il “diritto e rovescio lungolinea dal box di servizio", un ottimo allenamento per migliorare la propria tecnica nel colpire la pallina e il proprio movimento.



La zona del campo dove si sviluppa l’esercizio

Posizionamento in campo ed esecuzione dell’esercizio:
Ci si deve posizionare appena oltre il box di servizio e si deve giocare ripetutamente un lungolinea con la pallina che rimbalza come minimo nel box di servizio (l'altezza sul muro frontale è variabile in funzione della velocità della palla, se la palla è lenta bisogna giocarla oltre 1 metro sopra la linea del servizio, se la palla è veloce all'altezza della linea del servizio o poco sotto).


L’esercizio di diritto (notare la chiusura completa del movimento e la faccia della racchetta ben aperta)


L’esercizio di rovescio (anche qui il movimento è ampio, la preparazione, backswing, si fa sempre prima che la pallina rimbalzi)

Tecnica di esecuzione del movimento:
il movimento del braccio deve essere fluido. Una rapida apertura (backswing) prima che la palla rimbalzi a terra, uno swing veloce e deciso, e una chiusura completa in modo da portare la testa della racchetta ben in alto.

Ovviamente la velocità di esecuzione deve essere maggiore quando si compie l’esercizio al volo.





Obiettivi dell’esercizio:
Bisogna riuscire a conquistare una buona continuità (20-30 colpi consecutivi senza errori). La continuità è la diretta conseguenza al miglioramento dell'impatto con la pallina. Bisogna inoltre curare il movimento, in modo che sia lineare, senza giri "particolari" della racchetta.

lunedì 4 giugno 2007

LA TECNICA DELLO SQUASH PARTE 1 (8 esercizi per tutti)

Diritto e rovescio vicino al muro

Come ho spiegato nei “7 consigli da non dimenticare praticare regolarmente la tecnica individuale è fondamentale per migliorare il proprio gioco. Questo consiglio è valido sia per i principianti (che devono ancora scoprire la tecnica esatta del colpo e devono acquisire destrezza nell’uso della racchetta) sia per i giocatori esperti (che devono invece perfezionare i propri colpi e la propria precisione). Il diritto e il rovescio vicino al muro è il primo esercizio di una serie di otto che vi terranno occupati nelle prossime settimane.

Nel post relativo al sesto consiglio (fare regolarmente tecnica individuale) ho parlato di tre obiettivi principali che devono essere raggiunti da un giocatore principiante: migliorare il movimento del braccio, migliorare l’impatto con la pallina, aumentare la velocità di esecuzione, e questo esercizio li coinvolge tutti e tre.

Posizione in campo:
vi dovete posizionare nella metà anteriore del campo, oltre la linea del servizio. Non necessariamente vicino al muro laterale, ma comunque non troppo distante. (Se si pensa ad una possibile progressione di difficoltà dell’esercizio allora l’obiettivo finale sarà quello di farlo vicinissimo al muro laterale).


La zona dove si sviluppa l’esercizio

Esecuzione del colpo:
in un primo momento si colpisce la palla di diritto (e poi di rovescio) consecutivamente dopo che ha rimbalzato a terra. Mentre si colpisce la palla ci si muove in avanti (verso il muro frontale) e indietro (allontanandosi dal muro frontale) in modo da aumentare e diminuire la frequenza dei colpi.




La pallina impatta sul muro frontale appena sopra al tin e deve rimbalzare ben prima del giocatore

in un secondo momento si ripetono le stesse sequenze, ma si effettua l’esercizio colpendo la pallina al volo.





La pallina impatta sul muro frontale vicino alla linea del servizio e la traiettoria è più tesa possibile.

Tecnica di esecuzione:
il movimento del braccio è breve e veloce. Una rapida apertura (backswing), uno swing veloce, e una chiusura brevissima in modo da essere subito pronti per il successivo backswing. Il movimento della racchetta deve essere diretto verso la pallina, senza nessun “giro”, e la faccia della racchetta è sempre ben aperta verso l’alto. Si colpisce la pallina quindi con un leggero taglio da sotto.




Il backswing rapido del diritto e del rovescio. La racchetta si muove veloce per l’apertura, ma il gomito e il braccio rimangono vicini al corpo

Obiettivi dell’esercizio:
l’obiettivo principale è quello di riuscire a colpire sempre la pallina nel centro del piatto corde, senza mai “steccare”. La racchetta deve essere sempre ben parallela al muro frontale quando si colpisce la pallina. Obiettivo secondario è quello di muoversi in avanti e indietro senza mai fare troppi spostamenti laterali. Ovviamente è un esercizio in cui la percentuale di errore deve essere vicina allo zero.

Durata dell’esercizio:
all’inizio tutto il tempo che volete, soprattutto fino a che non riuscite a farlo senza errori. Poi un paio di minuti per “postazione” sono più che sufficienti.

martedì 10 aprile 2007

FARE REGOLARMENTE ALLENAMENTO FISICO: I 7 CONSIGLI DA NON DIMENTICARE

L’ultimo dei “7 consigli da non dimenticare” è quello di fare regolarmente allenamento fisico. Solo abbinando delle sedute specifiche di allenamento fisico alla partita (che presa singolarmente non è sufficiente a migliorare la propria condizione atletica) si può alzare il proprio livello di fitness e quindi il proprio standard di gioco. (vedi i livelli dello squash)


Che allenamento fisico fare? Beh, è difficile individuare un allenamento standard valido per tutti i giocatori principianti: se allenare la tecnica è facile in quanto si parte sicuramente da zero, non si può dire la stessa cosa per il fitness. Ci possono essere principianti che si avvicinano allo squash senza avere mai fatto sport, ci possono essere altri che invece cominciano a giocare a squash e sono già degli atleti formati. E’ ovvio che una tabella di allenamento per queste due tipologie di giocatori non può essere uguale.

Bisogna partire dal presupposto che lo squash è uno sport faticoso. Le partite possono durare 30 minuti e oltre, si fanno molti scatti, si ha poco tempo per recuperare tra uno scambio e l’altro, si sollecitano tutte le articolazioni delle gambe (ginocchia, caviglie). Per impostare un allenamento bisogna andare per gradi. Se si può utilizzare la metafora di una piramide, prima di costruire il vertice bisogna essere sicuri che le fondamenta siano belle solide.

Il primo elemento da analizzare è il proprio peso.
E’ ovvio che un fisico in sovrappeso è una zavorra che mal si abbina al gioco. Il peso influisce negativamente sulla resistenza, sulla forza, sulle articolazioni. Quindi se si deve partire da qualche parte è meglio fare degli allenamenti che permettano in qualche mese di perdere i chili di troppo.

Il secondo passo è quello di abbinare un allenamento aerobico a qualche esercizio di tonificazione muscolare.
L’allenamento aerobico è uno sforzo in cui il cuore batte più o meno alla stessa frequenza per un periodo di tempo abbastanza lungo (da 20-30 minuti per arrivare fino a 60 minuti). Corsa, step, cyclette, nuoto, spinning, uscite in bicicletta, all’inizio tutto fa bene e tutto aiuta a migliorare la propria resistenza aerobica. Detto in parole povere, riuscirete a giocare per più tempo stancandovi un po’ di meno.
Per quanto riguarda la tonificazione muscolare bisogna abbondare di esercizi a corpo libero sia per la parte superiore del corpo (braccia, pettorali, schiena, addominali) sia per la parte inferiore del corpo (gambe). La tonificazione vi eviterà tutti quei fastidi muscolari che si ripercuotono sul vostro gioco (mal di schiena, dolori alle gambe, dolori alle braccia) e vi permetterà di creare i presupposti per un allenamento più pesante.

Con il terzo passo si entra nello specifico, è il tempo di migliorare il proprio recupero e la forza.
In questo caso si faranno degli sforzi in cui il cuore lavora a diverse frequenze. L’allenamento principale sarà la corsa con le cosiddette ripetute (interval training), o il fartleck. Si porta il cuore ad una frequenza medio/alta per qualche minuto, e poi ci si ferma a recuperare. Il cuore scenderà di frequenza e poi si ricomincia il ciclo.
Anche in questo caso si dovrà abbinare alla corsa un allenamento per i muscoli, non più a corpo libero, ma con qualche attrezzo in palestra per curare la forza.

L’ultimo passo, la cima di una ipotetica piramide, è quello degli allenamenti specifici dello squash: court-sprint e ghosting.
Esercizi che devono essere fatti solo quando le basi della piramide sono ben solide. Si tratta quindi di scatti in campo, in cui il cuore lavora quasi alla massima frequenza e in cui le sollecitazioni dei muscoli sono simili a quelle della partita.

Questi quattro passi sono ovviamente molto semplificati, in quanto l’allenamento fisico è necessariamente una componente soggettiva. Ciò che va bene per un giocatore magari può essere deleterio per un altro. Occorre monitorare bene i risultati di ogni allenamento, magari con dei test periodici. Nei prossimi mesi cercherò di sviluppare tutti questi argomenti.


giovedì 5 aprile 2007

FARE REGOLARMENTE TECNICA INDIVIDUALE: I 7 CONSIGLI DA NON DIMENTICARE

Il sesto consiglio da non dimenticare per un giocatore principiante è quello di praticare regolarmente la tecnica individuale. Allenarsi da soli, colpire la palla da ogni zona del campo, curare la propria tecnica è un sistema sicuro per migliorare il proprio gioco.


Che obiettivi deve porsi un giocatore quando pratica tecnica individuale? All’inizio non è necessario pensare alla precisione, che è la vostra ultima preoccupazione. Bisogna concentrarsi invece sul proprio movimento, sul momento di impatto con la pallina, sulla velocità di esecuzione del movimento. Questi sono i veri obiettivi per un giocatore principiante.

Migliorare il movimento del braccio
Quando si gioca la partita non si ha il tempo per pensare alla propria tecnica. Con gli esercizi di tecnica individuale invece avete tutto il tempo che volete. Ogni colpo deve essere eseguito con la tecnica migliore, con un movimento fluido che comporti apertura, swing e chiusura. Bisogna fare attenzione ad impugnare la racchetta nella maniera corretta e a tenere il polso nella giusta posizione. Bisogna muovere bene il busto e le anche e tenerle il più possibile parallele ai muri laterali.

Impatto della pallina
Il momento in cui si impatta la pallina è il punto chiave del movimento. La racchetta deve essere sempre ben “aperta”, ossia con il piatto corde inclinato leggermente verso l’altro. Bisogna trovare la giusta distanza dalla pallina e imparare a colpirla in ogni momento del suo rimbalzo, sia mentre sta salendo, sia quando sta scendendo. Bisogna saper colpire la pallina sempre nel centro del piatto corde da ogni posizione del campo.

Velocità di braccio
Un buon movimento e un buon impatto con la pallina abbinati ad una buona velocità di braccio assicurano un impennata verso l’alto del vostro gioco. Il trucco è riuscire a fare tutti i colpi con una velocità di esecuzione sempre maggiore.

Nei prossimi mesi cercherò di sviluppare questi tre argomenti, intanto nelle prossime settimane proporrò una serie di 8 esercizi adatti a raggiungere questi tre obiettivi:

1) diritto e rovescio da vicino al muro (a rimbalzo e al volo)
posizione: nella parte anteriore del campo, ben davanti alla riga di servizio, nella zona laterale

2) diritto e rovescio dal box di servizio (a rimbalzo e al volo)
posizione: dentro al box di servizio

3) diritto/rovescio nell’angolo davanti (a rimbalzo e al volo)
posizione: nella parte anteriore del campo, nella bisettrice degli angoli

4) diritto/rovescio negli angoli davanti (a rimbalzo e al volo)
posizione: sulla “T”

5) diritto e rovescio sulla linea del servizio (a rimbalzo e al volo)
posizione: sulla linea del servizio

6) diritto/rovescio da vicino al muro (a rimbalzo e al volo)
posizione: nella parte anteriore del campo, nella zona centrale

7) diritto e rovescio da fondocampo (a rimbalzo e al volo)
posizione: dietro al box di servizio

8) smorzata di diritto e rovescio nell’angolo (a rimbalzo e al volo)
posizione: nella parte anteriore del campo, vicino all’angolo


lunedì 2 aprile 2007

RISCALDARSI BENE PRIMA DI ENTRARE IN CAMPO: I 7 CONSIGLI DA NON DIMENTICARE

Il quinto consiglio dei “7 da non dimenticare” riguarda il riscaldamento prima di entrare in campo, una pratica ampiamente trascurata dalla maggior parte degli squashisti principianti. Il nostro fisico deve essere pronto a rispondere a tutte le sollecitazioni che lo squash provoca sin dai primi scambi di una partita. Il riscaldamento aiuta, alza la temperatura del corpo aumentando battiti cardiaci e circolazione del sangue e allunga i muscoli che all’inizio sono contratti e rigidi.


Quanto tempo occorre per effettuare un buon riscaldamento?
Il tempo è variabile e soggettivo: più è, meglio è (perché si possono fare gli esercizi con calma), ma anche 10 minuti possono essere sufficienti.

Che esercizi fare?
Una breve corsa di 5-10 minuti a ritmo blando.
Un po’ di stretching (10-15 minuti).

La corsa
La corsa ha lo scopo principale di alzare la temperatura del corpo e di aumentare la circolazione del sangue verso i muscoli. Il battito cardiaco sale e prepara il cuore agli sforzi della partita. Bastano 5-10 minuti di corsa a ritmo blando, anche in campo. Va bene anche la cyclette, anche se la corsa resta l’opzione migliore.

Lo stretching
Lo stretching ha lo scopo di allungare i muscoli che generalmente all’inizio sono molto contratti. Gli esercizi devono essere fatti con calma, perciò è meglio sceglierne pochi e farli bene. La giusta esecuzione degli esercizi comporta un allungamento del muscolo per 10-30 secondi. E’ importante fare l’esercizio mantenendo la postura e non andare mai oltre la soglia del dolore, non bisogna compiere dei molleggi, che sono solo dannosi per i muscoli.

Ecco alcuni esercizi (le foto sono prese dal sito www.scottishsport.co.uk e il coach è David Heath).




esercizi per il collo: muovere la testa da destra a sinistra; piegare la testa in basso e poi verso l’altro; ruotare la testa lentamente in senso orario e in senso antiorario.



esercizio per i dorsali laterali: da in piedi con le gambe leggermente divaricate, appoggiare la mano ad un fianco e portare quella opposta in alto. Flettersi lateralmente spostando l'anca dalla parte opposta.



esercizi per i glutei: sdraiarsi schiena a terra con le gambe distese, prendere un ginocchio con le mani e tirarlo verso il petto; poi prendere entrambe le ginocchia e tirarle verso il petto.



esercizio per i muscoli posteriori della gamba: schiena a terra, distendere una gamba a terra e prendere l’altra all’altezza del polpaccio (tenendola il più distesa possibile) tirandola verso se.



esercizio per i quadricipiti: per mantenere l'equilibrio appoggiarsi contro una parete, quindi afferrare dal di dietro un piede cercando di avvicinarlo il più possibile ai glutei.



esercizio per i quadricipiti: distendere la gamba posteriore indietro appoggiando il ginocchio a terra, appoggiare le braccia sul ginocchio della gamba anteriore; spingere verso il basso con il bacino.



esercizio per i tricipiti: prendere con la mano il gomito e tirarlo dietro alla testa.
esercizio per gli adduttori: da seduti, mantenere il busto ben eretto e unire le piante dei piedi il più possibile vicino al bacino, spingere le ginocchia verso il basso.




esercizio per i polpacci: con una gamba di fronte all'altra, inclinarsi in avanti appoggiando le mani contro una parete. Tenere la gamba dietro dritta, con la pianta del piede ben aderente al pavimento. Piegare leggermente la gamba di fronte cercando di spingere il bacino in avanti verso la parete.

venerdì 30 marzo 2007

CONTROLLARE LA T: I 7 CONSIGLI DA NON DIMENTICARE

Il quarto punto della lista dei “7 consigli da non dimenticare” riguarda un altro aspetto tattico del gioco dello squash, ossia quello di controllare la “T”. La “T” non è altro che la zona centrale del campo vicino all’intersezione delle righe del servizio.

Chi domina la "T" vince! Quante centinaia di volte avete sentito questa frase? Per quanto banale e semplice possa essere questa affermazione devo dire che risponde al vero. La chiave del successo di un incontro di squash, quella cosa che permette di controllare gli scambi, sta nel dominare la "T", nello stare in centro al campo.


L’incrocio delle righe forma la “T”

Ma come si fa a controllare la "T"?
  • Il primo passo lo avete già fatto. Giocare la pallina negli angoli (come spiegato nel terzo punto dei 7 consigli da non dimenticare) permette di avere tutto il tempo necessario per muoversi verso il centro del campo.
  • Il secondo passo è quello di muoversi rapidamente dopo ogni colpo. Non ci deve essere esitazione, dopo aver colpito la pallina bisogna raggiungere la “T” e da li attendere il colpo dell’avversario.
Cosa significa controllare la “T”?

Significa principalmente far spostare l'avversario da un angolo all'altro del campo muovendosi il meno possibile. Un esempio pratico è questo: mandate il vostro avversario nell'angolo di fondocampo con un bel lungolinea e attendete in centro la sua risposta; se lui gioca un boast, voi farete una smorzata nell'angolo opposto e ritornerete di nuovo in centro ad aspettare il colpo successivo; il vostro avversario farà di corsa la diagonale del campo e, se vi gioca un incrociato voi cercherete di intercettarlo al volo giocando un altro lungolinea nell'angolo di fondocampo, se invece vi fa una controsmorzata, voi giocherete un lungolinea o un incrociato a fondocampo. E via di seguito.

Questo significa dominare la "T", costringere l’avversario a muoversi continuamente da un angolo all'altro senza tregua. In questo modo prenderà tutti i vostri colpi nel primo game, la metà dei vostri colpi nel secondo game, vi stringerà la mano nel terzo.

Attenzione, quando si parla di “T”, di centro del campo, lo si fa per rendere l’idea chiara. In realtà la vostra posizione di attesa non deve essere proprio all’incrocio delle righe, ma leggermente più indietro. Al centro delle righe ci stanno i professionisti (forse) che sono veloci e hanno riflessi da felini. Il vostro posto è tra la metà e la fine del box di servizio.



La zona di attesa, leggermente più indietro rispetto alla "T"




mercoledì 28 marzo 2007

GIOCARE LA PALLINA NEGLI ANGOLI: I 7 CONSIGLI DA NON DIMENTICARE

Il terzo consiglio della serie “i 7 da non dimenticare” è il primo vero suggerimento tattico per un principiante. Ricordatevi di tenere il vostro avversario lontano dal centro del campo, la famosa “T”.

Come si fa? Semplice, o abbastanza semplice sulla carta: bisogna giocare dei colpi con una traiettoria tale che la pallina atterri negli angoli del campo (sia quelli posteriori che quelli anteriori).



In verde sono evidenziate le zone in cui devono essere giocati la maggioranza dei propri colpi

Quando la vostra pallina rimbalza nell’angolo posteriore del campo vicino al vetro il vostro avversario sarà costretto a “lasciare” incustodito il centro per andare a prenderla; così come egli sarà costretto a spostarsi dalla “T” quando giocate una pallina che rimbalza nell’angolo anteriore.



Se la pallina è negli angoli il vostro avversario è costretto a spostarsi dalla “T”

Il vero errore dello squashista principiante è quello di credere che occorra solamente picchiare la pallina con tutta la forza possibile. Tantissime volte la forza è sinonimo di imprecisione e la maggior parte dei colpi avranno delle traiettorie che passano per il centro o, peggio, che rimbalzano vicino alla “T”. In questo modo il giocatore si crea da solo uno svantaggio in quanto permette all’avversario di poter prendere i colpi senza troppo sforzo.

Allora, quali sono i colpi da fare? Suggerisco sempre di partire da un idea facile da ricordare. Se il vostro avversario è davanti a voi, qualsiasi colpo che atterra negli angoli di fondocampo va bene (lungolinea, incrociato, pallonetto); se il vostro avversario è dietro a voi, qualsiasi colpo che atterra negli angoli davanti va bene (smorzata, volee di chiusura, boast a due sponde).



Il vostro avversario (B) è davanti a voi (A), lungolinea o incrociato in fondo al campo sono perfetti


Il vostro avversario (B) è dietro a voi (A), smorzata diritta o incrociata, al volo o a rimbalzo, o boast a due sponde sono perfetti

I consigli da non dimenticare:
  • i vostri lungolinea o incrociati non devono essere troppo bassi sul muro frontale; se la pallina picchia circa all’altezza della linea del servizio sarà più che sufficiente per far arrivare il vostro colpo oltre il box di servizio.
  • il vostro lungolinea, a rimbalzo o al volo, non deve colpire la parete laterale, ma deve scorrere verso il fondo del campo senza nessun intoppo.
  • il vostro boast deve rimbalzare a terra prima di colpire la parete laterale opposta.
  • la vostra smorzata deve rimbalzare a terra prima di colpire la parete laterale.

lunedì 26 marzo 2007

TENERE LA TESTA DELLA RACCHETTA IN ALTO: I 7 CONSIGLI DA NON DIMENTICARE

Il secondo consiglio per i principianti della serie i “7 da non dimenticare” riguarda un aspetto tecnico del gioco dello squash: quello di tenere la testa della racchetta rivolta verso l’alto quando si è in attesa del colpo dell’avversario.

Il motivo per cui bisogna comportarsi in questa maniera è abbastanza
facile da capire: quando si ha la racchetta già pronta, anche nel momento in cui si attende il colpo dell’avversario, ci vorrà una frazione di secondo per preparare il proprio swing e colpire la pallina. Sarete nella situazione ideale per poter prendere tutti i tipi di colpi, sia quelli “facili”, sia quelli che vi prendono di sorpresa o che rimbalzano contro qualche spigolo inaspettato.



attesa con la testa della racchetta rivolta verso l'alto

All’opposto, quando si tiene la racchetta con la testa rivolta verso il basso, il giocatore avrà meno tempo per effettuare il giusto caricamento e lo swing. Va da se che se la pallina arriva lenta il giocatore riesce a compiere tutte queste azioni, se invece la pallina arriva veloce o rimbalza in maniera inaspettata il giocatore non sarà più in grado di colpirla.





differenze tra attesa con la racchetta pronta e con la racchetta "bassa"

Il backswing
Una volta
individuata la direzione del colpo occorre muovere rapidamente il braccio per effettuare l’apertura del diritto, o del rovescio, prima che la pallina rimbalzi. Come detto il movimento deve essere rapido e deve quasi precedere il movimento del corpo.




backswing di diritto


backswing di rovescio

Questo deve essere fatto soprattutto quando ci si muove verso gli angoli posteriori del campo. La preparazione della racchetta vi permetterà di mantenere una certa distanza dal vetro e quindi vi darà la possibilità di effettuare il colpo. E’ un errore tipico del principiante quello di “buttarsi” dentro l’angolo, ossia di avvicinarsi così tanto al vetro da non aver più la possibilità di effettuare il colpo.

giovedì 22 marzo 2007

GUARDARE SEMPRE LA PALLINA: I 7 CONSIGLI DA NON DIMENTICARE

Il primo dei "sette consigli da non dimenticare" è quello di guardare sempre la pallina. Tutti i giocatori dovrebbero farlo, tuttavia mi capita di vedere ancora qualcuno che "aspetta" il colpo dell'avversario fissando il muro frontale. L'obiezione più frequente di questi giocatori è che se si girano a guardare la pallina hanno paura di essere colpiti in faccia. Occorre farsi passare questa paura, perchè se si gioca un colpo ortodosso (ossia vicino al muro o nell’angolo) e si ritorna al centro del campo, è difficile che possa succedere qualcosa del genere.
Perché bisogna sempre guardare la pallina? Il motivo è semplice, vedere la pallina (e di conseguenza anche il giocatore avversario che sta eseguendo il colpo) permette di capire con anticipo quale sarà la traiettoria del suo colpo. Non è scientifico, ma la percentuale che si capisca dove andrà a finire la pallina è molto alta. Va da se che conoscere dove finirà la pallina dell’avversario è un aiuto fondamentale per muoversi quella frazione di secondo prima che permetterà di essere ben posizionato per il proprio colpo. Ovviamente se siete posizionati in campo dietro al vostro avversario non farete fatica a vedere cosa sta facendo.

"A" vede chiaramente tutto quanto "B" sta facendo
Tuttavia, è quando il vostro avversario è dietro di voi che bisogna maggiormente tenerlo d’occhio. Dal centro, con il corpo rivolto verso il muro frontale (mai girarsi completamente verso il fondocampo) basta voltare la testa per controllare tutto ciò che succede negli angoli di fondocampo. Perché non bisogna voltarsi completamente anche con il corpo? Perché occorre essere sempre pronti per scattare in avanti e lateralmente, e se siete voltati verso fondo campo non sarete mai reattivi per farlo. Ricordatevi di seguire la traiettoria della pallina costantemente, non dovete “cercarla” in qualche zona del campo, ma dovete sempre sapere dove si trova. Un ultima cosa. Guardare la pallina significa anche non distogliere lo sguardo quando si sta eseguendo il proprio colpo. Una delle cause principali della “steccata” è proprio il fatto che il giocatore non guardi la pallina impattare la propria racchetta.
SITUAZIONE CON L'AVVERSARIO IN POSIZIONE FRONTALE

Nick Matthew ha l'occhio sulla pallina mentre Shabana prepara il suo rovescio

David Palmer ha l'occhio sulla pallina mentre Nicol sta giocando un rovescio in allungo
SITUAZIONE CON L'AVVERSARIO IN POSIZIONE POSTERIORE

Wael El Hindy controlla la pallina nell'angolo posteriore

Josè Facchini ha giocato un lungolinea nell'angolo posteriore destro e non perde d'occhio la pallina

Luca Mastrostefano ha giocato un colpi nell'angolo sinistro e non perde d'occhio la pallina
OCCHIO SULLA PALLA

Anthony Ricketts concentrato a guardare la pallina dopo il colpo di Palmer