lunedì 7 gennaio 2008

IL PLANTARE ATTIVO

La novità di queste prime settimane del 2008 è il “plantare attivo”. Su consiglio del mio osteopata ho acquistato un plantare di nuova ideazione, che si differenzia, a suo dire, da tutti quelli attualmente in commercio. I plantari più diffusi sono fatti su misura, sono costituiti generalmente di gommapiuma e si infilano nelle scarpe al posto della soletta originale; il piede vi si appoggia sopra in tutta la sua lunghezza e, particolare non da poco, sono costosissimi. Il “plantare attivo” invece è costruito con una plastica di resina flessibile sagomata in modo tale da sostenere l’arco del piede, si infila nelle scarpe sopra la soletta originale e, particolare non da sottovalutare, è molto economico. Questi plantari non sono su misura, anche se variano di dimensione in funzione della lunghezza del piede e del peso corporeo.

plantare attivo

plantare attivo

plantare attivo

Lo scopo principale del “plantare attivo” è quello di “raddrizzare” la postura del corpo e di “sfruttare” l’energia muscolare per pompare il sangue verso l’alto.

Mentre ho capito bene la spiegazione della prima parte del suo scopo (il plantare, che è rigido, sostiene l’arco plantare e garantisce una postura ottimale), la spiegazione della seconda parte me la sono dovuta far ripetere due volte, e riporto così come ho capito: “l’arco plantare ha una funzione di pompaggio dei liquidi venosi e linfatici verso il cuore. Il sangue per tornare al cuore deve vincere la gravità, per far ciò è aiutato dall’inspirazione e dalle valvole a nido di rondine disseminate nelle vene. L’arco plantare, durante la deambulazione, si flette e si estende, facendo proprio un lavoro simile a quello di una pompa, agevolando il ritorno del sangue verso l’alto.”

Dopo aver patito la sua scomodità nei primi giorni, soprattutto sotto l’arco del piede, ora lo trovo comodo. Una particolarità, non lo utilizzo mentre gioco, ma durante gli altri momenti della giornata. Vi farò sapere come funziona.