martedì 9 ottobre 2007

I TURNING POINT

Ho trovato un post interessante su un forum squashistico che parla del “turning point”, ossia del momento in cui un giocatore che sembra avviato alla facile vittoria di un incontro si trova improvvisamente a dover subire la rimonta dell’avversario e alla fine gli soccombe. I “turning point” non sono facilmente individuabili, si “scoprono” solo alla fine di un incontro e sono generalmente causati dalla conquista (o dalla perdita) di un importante punto o di un game.

Si possono creare questi “turning point”? In teoria queste situazioni si possono creare:
  • continuando a pressare l’avversario e recuperando tutti i suoi colpi.
  • mostrandosi determinati a non mollare l’incontro troppo facilmente.
  • attaccando i punti deboli dell’avversario.
  • eliminando dal proprio gioco tutte le zone del campo in cui l’avversario è superiore.
Lo scopo di questi quattro consigli è quello di far pensare all’avversario che dovrà sudarsi ogni punto fino alla fine dell’incontro, e, sebbene sia più forte, non gli sarà regalato nemmeno uno scambio.

Si possono evitare i “turning points”? In teoria si possono evitare:
  • minimizzando gli errori gratuiti.
  • continuando ad avere fiducia nelle propria abilità.
  • non demoralizzandosi quando l’avversario gioca meglio.